Premio Internazionale Viareggio-Versilia

Vincitore Edizione 2014

Paul Ginsborg

Paul Ginsborg, storico contemporaneista e intellettuale militante, rappresentante esemplare della cultura europea, ha sviluppato in questa opera imponente e innovativa i temi che ne hanno segnato l’itinerario scientifico, lungo la traiettoria Cambridge-Firenze: lo stato e la società civile, la vita quotidiana, le ragioni e mutazioni (e i tracciati carsici) della democrazia, infine l’Europa come visione e patrimonio comune. Da una angolatura speciale e secondo un taglio cronologico, 1900-1950, di per sé rivelatore dell’impianto interpretativo, viene illuminato un paesaggio inedito: dove l’istituzione di lunga durata della famiglia incrocia le rivoluzioni, i regimi, le guerre, entrando nella dialettica degli eventi e delle trasformazioni mentali  di un cinquantennio drammatico, tumultuoso instauratore del Moderno. Struttura sociale e nello stesso tempo spazio difensivo del privato, l’istituto familiare risulta messo a rischio e modificato, ma anche resistente e a sua volta attivatore di equilibri, in quanto potente soggetto storico e, nella riflessione gramsciana, «organo della vita morale». Ginsborg si conferma, nella cospicua elaborazione dei dati e nel complanare ricorso alla testimonianza  delle immagini e delle rappresentazioni artistico-letterarie, uno scaltrito narratore di storia. Egli ha saputo consegnare in tal modo al lettore il racconto complesso e avvincente di una formazione antropologica e storica, la famiglia, nei diversi contesti, fascismo nazismo rivoluzione russa, e nel raffronto continuo fra esterno ed interno, cioè fra ideologia, prassi politica e processi profondi della vita individuale. Il libro, in sé concluso ed organico, è però aperto sul dopo – sulla società dello spettacolo globale che avrebbe minato proprio i vecchi soggetti sociali – e sottolinea nelle considerazioni finali lo spessore critico e metastorico del discorso, dal punto di vista contemporaneo del narratore. Viene infatti convocata la questione, di natura gnoseologica, delle forze che si liberano nella decadenza e nella crisi, nonchè del mutamento di ruolo e di senso - sempre in atto e perciò non agevole da distinguere - delle forme preesistenti. La personalità intellettuale di Ginsborg, tra ricerca storiografica e puntuale partecipazione al dibattito democratico, appare dunque compiutamente realizzata in questo gremito polittico del Novecento europeo, sfondo vivo e inquietante dei problemi e dei nodi del nostro tempo.

Emma Giammattei

Motivazione della Giuria

Paul Ginsborg, storico contemporaneista e intellettuale militante, rappresentante esemplare della cultura europea, ha sviluppato in questa opera imponente e innovativa i temi che ne hanno segnato l’itinerario scientifico, lungo la traiettoria Cambridge-Firenze: lo stato e la società civile, la vita quotidiana, le ragioni e mutazioni (e i tracciati carsici) della democrazia, infine l’Europa come visione e patrimonio comune. Da una angolatura speciale e secondo un taglio cronologico, 1900-1950, di per sé rivelatore dell’impianto interpretativo, viene illuminato un paesaggio inedito: dove l’istituzione di lunga durata della famiglia incrocia le rivoluzioni, i regimi, le guerre, entrando nella dialettica degli eventi e delle trasformazioni mentali  di un cinquantennio drammatico, tumultuoso instauratore del Moderno. Struttura sociale e nello stesso tempo spazio difensivo del privato, l’istituto familiare risulta messo a rischio e modificato, ma anche resistente e a sua volta attivatore di equilibri, in quanto potente soggetto storico e, nella riflessione gramsciana, «organo della vita morale». Ginsborg si conferma, nella cospicua elaborazione dei dati e nel complanare ricorso alla testimonianza  delle immagini e delle rappresentazioni artistico-letterarie, uno scaltrito narratore di storia. Egli ha saputo consegnare in tal modo al lettore il racconto complesso e avvincente di una formazione antropologica e storica, la famiglia, nei diversi contesti, fascismo nazismo rivoluzione russa, e nel raffronto continuo fra esterno ed interno, cioè fra ideologia, prassi politica e processi profondi della vita individuale. Il libro, in sé concluso ed organico, è però aperto sul dopo – sulla società dello spettacolo globale che avrebbe minato proprio i vecchi soggetti sociali – e sottolinea nelle considerazioni finali lo spessore critico e metastorico del discorso, dal punto di vista contemporaneo del narratore. Viene infatti convocata la questione, di natura gnoseologica, delle forze che si liberano nella decadenza e nella crisi, nonchè del mutamento di ruolo e di senso - sempre in atto e perciò non agevole da distinguere - delle forme preesistenti. La personalità intellettuale di Ginsborg, tra ricerca storiografica e puntuale partecipazione al dibattito democratico, appare dunque compiutamente realizzata in questo gremito polittico del Novecento europeo, sfondo vivo e inquietante dei problemi e dei nodi del nostro tempo.

Emma Giammattei

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