Premio Letterario Viareggio-Rèpaci

Vincitore Edizione 2013

Narrativa 2013

Paolo Di Stefano

"Giallo d’Avola"

Motivazione della Giuria

Giallo d’Avola è una storia vera, è la vita che si fa romanzo, è un romanzo che svela una vita nella quale sono tutti vittime di un carcere ingiusto: quello inflitto dal tribunale e quello inflitto dalla fatalità di un’esistenza miserevole.

Una storia che sembra concepita dalla migliore fantasia pirandelliana, tanto paradossale quanto drammaticamente vera, fatta di odi implacabili, di vite spezzate tra l’indifferenza e il pregiudizio e consumate in catene carcerarie ingiuste.

Una storia dai toni del giallo, nero e rosso.

Giallo come la trama di un thriller giudiziario, come la luce accecante della terra di Sicilia, aspra e seducente.

Nero come le torbide passioni, protagoniste indiscusse della vicenda, come gli abiti di lutto delle donne della storia, soffocate nei loro sentimenti rancorosi.

Rosso come quelle macchie di sangue, unici indizi per un assassinio misterioso, come il vino di quelle terre che conforta la vita dei contadini, poveri diavoli condannati ad una miseria ai limiti dell’immaginazione.

 

Una storia che inizia la mattina del 6 ottobre 1954 e si sviluppa per quasi un decennio: un tempo enorme per la risoluzione di clamoroso errore giudiziario, un tempo determinante per il cambiamento sociale della nazione.

Ma mentre l’Italia corre nel vento dell’entusiasmo del dopoguerra, tocca con mano il boom economico, si affaccia al mondo del benessere e delle modernità, la Sicilia raccontata da Paolo Di Stefano sembra rimanere cristallizzata in canoni di vita che appartengono al secolo precedente. Con persone ed animali che convivono negli stessi ambienti.

Giallo d’Avola ci immerge in una dimensione senza tempo, restituendoci un affresco storico di straordinaria vivacità nel quale passioni e indifferenze, solidarietà e odi costituiscono l’unico contrappunto ad un mondo immoto di povertà impensabile, omertà e pregiudizi .

 

Annamaria Torroncelli

Poesia 2013

Enrico Testa

"Ablativo"

Motivazione della Giuria

Con Ablativo, edito nella bianca Einaudi, Enrico Testa conferma e raffina il “forte e originale talento” ravvisato da Giovanni Giudici per le precedenti opere, confermandosi come una delle voci più alte della sua generazione per quel raro equilibrio che lo allinea alla schiera dei poeti capaci di orchestrare la voce interna delle parole. Perciò in questa raccolta, nel declinare i motivi umani del caso latino evocato dal titolo, riesce a forgiare una duplice tensione, un fitto dialogo con la migliore tradizione letteraria, intesa come biologica fusione tra la propria esistenza personale e l’altrove: “la parte viva dei morti”. Fonte d’ispirazione di Ablativo è, dunque, un viaggio oltre i confini del quotidiano, scandito da versi non privi d’ironia che, come lucciole strette in una mano, possano ancora dare “luce al mondo”. È un itinerario verso un altro destino, una storia dalla magistrale tenuta stilistica, animata da una sinfonia di allitterazioni e rime interne, in una coralità armonica tra generi, autori, paesaggi interiori e reali, offrendo ai lettori una nuova e intensa testimonianza della memorabilità e dell’immortalità proprie della vera, grande poesia.

Giovanna Ioli

Saggistica 2013

Giulio Guidorizzi

"Il compagno dell’anima. I greci e il sogno"

Motivazione della Giuria

Questo libro pubblicato da Raffaello Cortina Editore  ha per sottotitolo “I Greci e il sogno”, ma in realtà parla di noi, della nostra vita, delle nostre credenze e delle manifestazioni più profonde della nostra interiorità. Non vuole essere un’opera scientifica, ma appunto un saggio e, come succede con le  migliori opere della saggistica, ci immerge in una narrazione appassionante e rivelatrice. Procede per esempi e per citazioni, componendo così, alla fine, un ritratto della nostra civiltà, così come si è venuta formando negli ultimi duemila e cinquecento anni. Giulio Guidorizzi è un grecista di grande erudizione, ma in questo volume dimostra quelle capacità narrative che servono a diffondere il sapere, appassionando i lettori. Ci parla di libri dell’antica Grecia che ci parlano di sogni: ma illustrando questo doppio passo Guidorizzi parla di  ciò che è in gioco in quello che si chiama la nostra anima. Sogno e anima: la descrizione di questi due centri del nostro interesse da migliaia di anni palesa ciò che ha mosso molti fenomeni della nostra storia. Dalla politica all’arte, al sentire, al sapere. Episodi di famose opere letterarie da Omero a Kafka si rivestono di  una nuova luce e di un nuovo significato. Il labirinto dei sogni, anche dopo Freud e dopo i neuroscienziati, grazie a questo approccio ci trasmette contenuti e possibilità di accesso nuovi e sorprendenti. Il racconto dedicato al diario dei sogni di Elio Aristide, per esempio, spiega molti segreti dell’anima di individui dall’Io abnormemente dilatato, quali nella vita pubblica del nostro secolo hanno avuto e hanno un’influenza tanto rilevante. Al termine del libro si trova un catalogo dei Salvasogni che compaiono nel volume: è quasi una radiografia del nostro mondo attaccato a visioni e allucinazioni, preda di una realtà arcaica che convive con la modernità ipertecnologica. Seguire il percorso di Il compagno dell’anima  equivale a compiere un’autoanalisi personale nel cuore della nostra civiltà.
Giorgio Pressburger

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